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Problemi alla cronologia di lettura su aNobii

Non passa giorno che non vada su aNobii, a mio modo di vedere il  miglior social network, quello che più utilizzo, quello che mi attrae di più. Tuttavia ultimamente la versione “beta” del nuovo aNobii, sembra aver creato qualche problema. Lentezza del sito, pagine non trovate, immagini che non si aprono ed ora anche la cronologia di lettura incasinata. Fino a ieri la mia cronologia partiva dal 2008 ed arrivava al 2010. Circa 30 libri letti in questo 2010 ed ora invece appare  questo:

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In pratica del 2010 non rimane nulla e neanche del 2008 e 2009. Ora appare solo il totale generico di tutti i libri letti e un numero complessivo di pagine lette.

Si spera che questa fase di continuo aggiornamento di aNobii finisca presto.

UPDATE

Detto , fatto. Sembra sia tornato tutto nei ranghi.


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aNobii, la cultura e i social network

Personalmente ho sempre pensato che  un social network dovesse avere connotati strettamente legati alla cultura e all’informazione intesa come mezzo per esprimere la stessa. Tutto ciò che non è Facebook. Già in passato mi sono trovato a parlare di differenze fra social network di vario genere e Facebook,  precursore di tutti gli altri, è ovviamente primo  soprattutto per bacino d’utenza. Tuttavia non credo esprima il “meglio” del web o che abbia particolari affinità con la cultura e con la divulgazione della stessa. Certo, i gruppi di protesta crescono, quelli affiliati alla politica o al mondo del sociale anche, ma le continue scelte in fatto di  privacy e tutte le applicazioni contenute all’interno determinano a mio avviso solo molta confusione e poco materiale su cui lavorare davvero. Ecco quindi che il concetto stesso di social network varia al variare dei contenuti senza esprimere davvero cultura ma frammenti di varia entità che si perdono nel marasma della comunicazione collettiva spesso con tante domande ma nessuna risposta.

Tuttavia c’è da porsi una domanda e chiedersi a cosa possa servire davvero un social network. Proprio per la sua natura a 360° gradi, Facebook dimostra di essere sicuramente molto ampio nella scelta dei contenuti ma poco fruibile per chi dall’esterno cerca all’interno di esso e in tutto ciò a perdere è l’interazione lineare tra utenti.

Questo articolo nasce  dalla voglia di molti, come me, di avere chiaro in testa il reale servizio web che si ha dinanzi. Ed ecco entrare in scena l’unico social-network che fa cultura, la crea e la distribuisce: aNobii.

Ormai conoscono in molti  aNobii ed il mio non vuole assolutamente essere l’ennesimo articolo di presentazione di un social network che ormai da qualche anno si è imposto in una nicchia ben precisa delle applicazioni web.

Libri, cultura e web, connubio possibile. Gruppi di lettura, di studio, mercatino degli scambi, recensioni con idee reciproche che vanno da Joyce a Pirandello. Un contenitore, quindi, che assume subito connotati ben delineati e che indica al navigatore la reale funzione del sito senza perdersi dietro commenti inutili o applicazioni di dubbio gusto o utilità, come a dire “qui si legge e ci si scambiano idee”. A dire il vero ultimamente non solo idee. Negli ultimi mesi ho scambiato oltre 40 testi con altrettanti, grazie ad aNobii e al Piego Libro.

Infatti è proprio lo scambio di libri che sta prendendo quota vertiginosamente. Un mercato florido, un baratto continuo, una “ecologia sostenibile del libro”. Ciò che a te non interessa può interessare altri e a te può interessare ciò che ad altri non interessa il tutto spendendo 1,28 € grazie alle Poste e al Piego Libro.

Ultimamente un D.L. ha minato e non poco questo servizio postale, generando caos, causato più dall’ignoranza di alcuni impiegati che dalla reale entità del decreto in questione. Il decreto infatti abolisce il piego libro con tariffa ridotta speciale per editori e librai e non il piego libro ordinario quello che i privati già utilizzavano ovvero 1,28 €.

La situazione per un po’ è stata in stallo, con “anobiiani” muniti di decreto e lettere di protesta (come me), pur di spedire il libro con la tariffa ordinaria. Risulta assurdo a mio avviso che le Poste non abbiano stipulato convenzioni con siti come aNobii (Bookmoch o Comprovendolibri) ed abbia addirittura tolto ad editori e librai (settore che vive già  di alti e bassi), la possibilità di utilizzare le tariffe ridotte.

Basta leggere questo articolo  per capire che aNobii genera davvero cultura, che ha un suo spazio ben definito, una nicchia in cui collocarsi e crescere, facendo crescere i suoi fruitori ed allargando anche i confini non solo delle vendite ma anche degli scambi generando così movimenti economici alternativi, aiutando la cultura a svilupparsi con i tempi ed aiutando un mercato perennemente in crisi come in italia ovvero l’editoria.

Si sa di cosa si parla e di cosa si andrà a parlare all’interno di esso. Sarò pigro, troppo convenzionale, ma il social netwrok deve avere un senso e una strada altrimenti è solo accozzaglia telematica senza nesso e in cui perdersi. Così da abbandonare la parte “social” per far posto a quella autoreferenziale dell’utente, che tende a parlarsi addosso pur di far prevalere l’ego smisurato stipato in ognuno di noi, e tutto ciò di “social” ha ovviamente ben poco.

QUESTO ARTICOLO E’ PRESENTE ANCHE SU LIBERALCAFE.IT

Google Wave Inviti\2

UPDATE: Visto che i commenti sono davvero stati tanti e molti anche interessanti ho deciso di dare 6 inviti invece di 3. In futuro ci sarà  la possibilità  di averne altri 3 ma non so quando. Intanto le modalità  di ricezione dell’invito sono sempre le stesse

N.B. Per una questione di correttezza non ho risposto ai commenti di chi ha ricevuto l´invito nel post precedente ma lo farò tramite mail onde evitare di ri-commentare per ricevere un invito.

Grazie e continuate ° a seguire il Blog anche perchè ci saranno novità  su GWave per iniziare a capirne di pià¹.

Con colpevole ritardo metto a disposizione altri 6 inviti, 3 dei quali già  sono stati assegnati a chi nel precedente post°  ne aveva richiesto uno e nonostante un commento interessante in merito a non era stato possibile accontentarlo. Le modalità  sempre le stesse. L´assegnazione non è data cronologicamente ma al commento pi๠interessante o che attiri la mia attenzione.

Saluto tutti i futuri surfers.

N.B. Per una questione di correttezza non ho risposto ai commenti di chi ha ricevuto l´invito nel post precedente ma lo farò tramite mail onde evitare di ri-commentare per riceve un invito.

Chiunque abbia già  richiesto l´invito nel post precedente e non abbia ricevuto l´invito può tranquillamente richiederlo su questo post.

Twitter e la comunicazione di massa

Succede che Twitter imploda a causa della morte di Michael Jackson o che faccia scalpore vedere Demi Moore dal dentista. Succede che in Germania la politica metta in discussione Twitter dichiarandolo uno strumento anti-democratico. Infatti è di ieri la notizia che le elezioni regionali tedesche sono state “funestate” da Twitter e dai suoi utenti che hanno anticipato i risultati del voto prima ancora degli exit poll.

Quello che soprattutto la politica ancora non ha compreso o meglio ha compreso fin troppo bene, è che gli strumenti di informazione e di comunicazione di massa sono mutati rispetto a 50 anni fa. Non solo giornali, tv e radio, strumenti ancora buoni ma lenti rispetto al web. L´informazione sul web corre pi๠veloce è un dato di fatto ed in questo forum, blogs e social network la fanno da padroni. Dire che Twitter è anti-democratico solo perchè anticipa delle notizie è non conoscere la realtà  di internet e ovviamente discriminare uno strumento come il social network che a quanto pare in Europa dove l´informazione è scadente un po´ ovunque ed altamente manipolata, non viene proprio digerito.

Filtrare la notizia o manipolarla

Ho sempre pensato che fin quando un qualsiasi organo di informazione avesse usato filtri e censure per poi poter finalmente dare uno notizia fosse davvero ridicolo al giorno d´oggi quando un qualsiasi blogger di qualità  riesce a raggiungere in brevissimo tempo molti pi๠utenti senza filtrare nulla e dando quindi un servizio diverso oltre che pi๠immediato. Spesso poi il termine filtrare assume connotati inquietanti. Filtrare significa togliere, eliminare contenuti sgradevoli, indesiderati, poco attinenti o inattendibili. Avrebbe una sua importanza se non fosse usato spesso impropriamente, sconvolgendo i contenuti stessi, modificandoli al punto da edulcorarne il significato o alterando i contenuti stessi. Ecco perchè Twitter o Facebook fa nnotanta paura, perchè è quasi impossibile filtrare ed in questo il cosiddetto “citizen journalism” ovvero il “giornalismo partecipativo” cresce, si evolve e diventa sempre pi๠motivo di tensione specialmente in campo politico o di quella editoria dedita al vero e proprio assemblaggio di dati da propinare all´utenza finale.

Veridicità  delle informazioni sul°  web

Molte volte mi sono trovato a fronteggiare bloggers davvero poco attendibili o che mossi da spirito poco critico ricalcavano forme di informazione e comunicazione da sezione di partito, e spesso ho potuto constatare la falsificazione totale di concetti e opinioni rispetto a contenuti reali.

In molti si sono chiesti quanto possa essere attendibile un blog o un social network, e quindi un blogger o un utente di Twitter. Sotto questa mini-crociata che spesso editoria e politica fa nei confronti di questi strumenti (fortunatamente non tutta l´editoria e non tutto il mondo politico), c´è ovviamente la paura di perdere una supremazia sull´informazione e quindi una perdita di potere reale e di controllo. Ecco perchè in Germania lo scalpore suscitato dalla notizia con cui ho iniziato il post per me non è neanche una notizia ma una constatazione di fatto, in quanto come unico rimedio “al male” si tenta di delegittimare blogs e social network°  sperando che qualcuno abbocchi all´amo. Ma proprio perchè in assenza di filtri questi strumenti risultano essere di gran lunga pi๠democratici rispetto ai soliti strumenti d´informazione e comunicazione di massa. Con buona pace delle elezioni regionali tedesche.

Prossimo post inerente al tema Comunicazione, Informazione e Strumenti Web parleremo di Caos e felicità  del web.

Twittorati: quando Twittersfera e Blogosfera si incontrano

Technorati lancia un´idea e ovviamente si basa sulla convergenza fra i network e la blogosphera. Ecco che da questo connubio nasce un modo per riuscire a seguire i maggiori bloggers del mondo presenti anche su Twitter ma non solo.

La sua funzione principale sarà  quella di incrociare i concetti, le discussioni, le notizie. Al momento sono inseriti dentro a questo supercanale di i bloggers che fanno parte della ma il numero è destinato a salire.

Twittorati cercherà  di dare ordine a questo micro-mondo. Si potranno infatti filtrare i vari tweets per popolarità  o per ultime foto inserite. Si potranno avere sotto mano quindi i maggiori bloggers e vedere quanto la loro presenza su Twitter influenzi non solo la Twittersfera ma soprattutto il web stesso.

Un esperimento questo da tenere in seria considerazione cercando di seguirne un´ ipotetica evoluzione. Se non altro dopo un bel po´ di tempo Technorati si è svegliato.