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Ma è un’epidemia?

Come una epidemia stanno ritornando ad essere troppo presenti su tv e giornali gli stupri. La situazione sembra davvero degenerare di giorno in giorno, ma quello che mi spaventa di è pi๠è l’indifferenza di molti italiani. Una superficialità  inaudita sintomo che la nostra società  ha paura.
Magari le trovate leghiste non hanno costrutto e sonio pura propaganda rispetto a reali prese di posizione politiche , ma sta di fatto che è evidente ci sia un problema e che questo problema riguarda la società , la politica e la giustizia. Molti di questi energumeni avevano il foglio di via dall’Italia ma inesorabilmente sono rimasti nel nostro paese continuando a afare quello che molto probabilmente facevano nel loro paese infangandolo, facendolo apparire covo di delinquenti come nella realtà  non è. Spesso queste persone sono rifiuti della loro stessa società , della loro stessa cultura e quindi per loro cambiare paese facendo le stesse cose è naturale come bere un bicchier d’acqua.

Ma un fatto è strano di sicuro , è come se si mettessero d’accordo nel fare del male tutti nello stesso momento, con grande interesse della carta stampata e tv.

Forse, invece di accusarsi a vicende, la politica dovrebbe prendere in seria considerazione l’aiuto reciproco e dovrebbe chiamare a raccolta i paesi da cui questi delinquenti purtroppo spesso arrivano. Una task force sembra d’obbligo ormai, perchè la situazione diventa allarmante specie quando una volta presi, questi individui risultano essere già  stati accusati di altre violenze e con un foglio di via obbligatorio che la maggior parte delle volte non viene preso in considerazione. Dove sta il blackout?

Eluana non c’è più

Dall’inizio in disaccordo con la spettacolarizzazione della vicenda. Contro le prese di posizione del governo che poteva e doveva muoversi molto prima e poteva farlo, addirittura in altra legislatura. Contro la “dittatura” della libertà  imposta da certa sinistra, ignobile , priva di coscienza ed immensamente ignorante in quella che dovrebbe essere la sua materia : LA LEGGE!

Eluana per dirla tutta è morta SOLA, e a causa di una crisi respiratoria dovuta alla cessazione dell’alimentazione artificiale.

Mi vergogno di un paese che SPETTACOLARIZZA e SGUAZZA ignobilmente nel dolore di una famiglia e di tante altre famiglie che si trovano nelle stesse condizioni, con una politica che prende la palla al balzo per raggiungere e colpire l’avversario di turno.° 

Giusto non essere zerbini della Chiesa, meno giusto andare CONTRA LEGEM. Per me non doveva accadere nulla ma lo spettacolo indecoroso e vile del nostro Parlamento e di taluni personaggi che dovrebbero rappresentare noi italiani mi fa schifo. Provo disprezzo, rabbia e dolore per la vita interrotta due volte di una povera ragazza sfortunata che non meritava di stare sulla bocca di tutti.

SILENZIO!

socialcard: perchè la criticano?

Cosa è che non va nella card? Io ho trovato solo due punti deboli: la distribuzione alle poste e il fatto che pochissimi esercenti si sono convenzionati ad essa.

120 euro per recupearare ottobre e novembre, poi ricariche bimestrali di 80 euro. Sconti fino al 5% nei negozi alimentari convenzionati. A chi accusa il governo di “carità  di Stato” rispondo che meglio questa “carità ” che il nulla e ricordo che anche paesi come gli USA nei momenti di recessione e crisi hanno attuato piani simili.

Se Obama sta varando piani per i poveri si parla di santità  o quasi, qui da noi emerge lo snobismo di una sinistra sempre meno radical, sempre pi๠chic, che con la erre moscia, le barche a vela e gli appartamenti al centro si permette di criticare una piccola(perchè certo non si può parlare di grande manovra anti-crisi) manovrina per aiutare°  le famiglie pi๠bisognose e che comunque consente al governo di non sforare il budget del 2008(grazie anche agli aiuti di Enel ed Eni)

Strano è che una giornalista appassionata e di sinistra fa emergere proprio questo dato, quello sulla sinistra snob che critica ma non risolve. La Annunziata dalle paginne della Stampa affonda il piede sull´accelleratore e va contro gli schemi che il Pd e la sinistra radicale (o ciò che rimane di essa) stanno mettendo in scena riguardo la social card.

Per la famosa giornalista non è affatto una misura che ghettizza una parte della nostra società  ma è meglio di nulla. L´opposizionenon è contro tutto anche contro le scelte sensate di un governo e non si spiega cosa i vertici del Pd hanno contro la carità .

Divertente la barzelletta raccontata nell´intervista che cito perchè rende bene l´idea

«Un comunista incontra una vecchietta per strada, che trema per il freddo. E le fa: “Mia cara, resisti ancora un po´, che cambieremo il mondo”. Poi incontra un cattolico che le dice: “Aspetti un attimo, signora, che le porto una coperta”»

Rende bene l´idea ma la social card non è solo questo. Lasciando da parte l´intervista citata, la socialcard obiettivamente parlando non è una gran misura. La classica pezza a colori, l´unica però in questo momento capace di arginare in piccola parte una crisi crescente. Sarebbe stato giusto che questo governo si°  impegnasse anche con°  forze mentali ed economiche soprattutto per la detassazione delle tredicesime e per la detassazione degli stipendi. Ciò che conta è comprare come dice giustamente il premier, ma il potere d´acquisto dove sta? Si può comprare solo indebitandosi? Certo, se si fa riferimento alla recessione americana sotto Reagan, ne°  uscirono fuori indebitandosi ma ora e soprattutto l´Italia sono ben altra cosa. Le due proposte, che pure furono del governo, non sono state messe in pratica e a dicembre solo il bonus sugli straordinari farà  fare cassa alle famiglie italiane, una magra risorsa rispetto a quanto preventivato.

Di buono c´è che il mercato immobiliare sta crollando un po´(di buono per chi cerca casa non per chi le vende). Flessione dell´1% in media ma a Milano si è riscontrato "2% e non succedeva da 11 anni in Italia.

La crisi incombe e dopo le parole di Almunia anche la Merkel e Sarkozy dovranno pensare ad altre misure, Maastricht non si tocca.

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piu’ banda larga per tutti

No stavolta il Silvio nazionale non c´entra. C´entra invece Barack Obama che ha già  chiesto di evolvere le tecnologie riguardo alla banda larga. Anche se c´è una crisi imminente, ciò non toglie che la forza di un paese per poterne uscire si fondi anche su acquisizione ed evoluzione di nuove tecnologie o almeno aggiornamento°  delle tecnologie esistenti. Un modo come un altro per non perdere terreno rispetto a paesi dall´economia emergente come Cina o Giappone che hanno avviato progetti molto costosi per portare la velocità  di internet ad oltre 100megabit con una diffusione ampia.

Noi europei, e in particolar modo, noi italiani siamo sempre ultimi in fila. L´Europa è ancora indietro rispetto USA o ai paesi orientali.

I costi per la diffusione della fibra ottica sono elevatissimi e a quanto si è capito l´UE è intenzionata a dare sostegno solo a chi si prenderà  tutti i rischi dell´investimento.

Il pericolo è quello che nessuno voglia rimetterci soldi, specie in un momento di crisi profondo come questo e che lo Stato in ogni caso non possa intervenire per rendere possibile quella che da tutti ormai è stata ribattezzata “autostrada del futuro“, ovvero quel canale preferenziale e diretto che internet è capace di dare e che influisce ormai sulla vita di tutti noi ogni giorno sempre pià¹.

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E la CGIL SI SCOPRI’ MARONIANA

Oggi IL Veneto rosso, quello sponda CGIL , si è svegliato sbigottito o forse ha preso coscienza del momento storico economico che stiamo attraversano.
La è di quelle che fanno saltare dalla sedia, ma è una presa di posizione a mio avviso giusta. Occupandomi anche io di lavoro e sindacato (ma su altre posizioni) posso solo accertare un dato di fatto. La recessione se c’è riguarda tutti, non solo noi italiani. Sembra quindi illogico non fermare almeno temporaneamente i flussi di immigrazione. Ci troviamo di fronte un paesaggio scheletrico riguardo ai posti di lavoro. Molti in bilico, cassa integrazione pronta per molti, piccole e medie imprese che chiudono nel nord est italiano da sempre fulcro e fiore all’occhiello della nostra impresa e della nostra economia.
Non un atto di pazzia quello della CGIL trevigiana, ma un atto di coscienza per chi deve arrivare e per chi invece in Italia c’è già  e deve salvaguaradare quel poco o quel tanto che ha avuto dal nostro paese.

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