Tag Archives: Politica estera

Barack Obama: spot di 1 minuto

Image via Wikipedia

Il candidato democratico alla presidenza USA, Barack Obama lancia un mini-film di 60 secondi sulla sua vita. La sua infanzia, la sua storia personale, i primi lavoretti,l’attivismo politico e patriottismo, soprattutto questo è il punto focale del suo spot. Un punto di forza che purtroppo Obama non ha potuto sfoderare appieno durante la sua campagna elettorale. Con il mini film, probabilmente vuole sfondare quel muro di gomma nei suoi confronti specie in tutti gli stati notorimanete conservatori in cui non riesce proprio a fare proseliti. Tenta quindi di rassicurare e punta a vincere come fece a suo tempo Bill Clinton grazie ad uno spot strappalacrime che funzionò.

Ovviamente il web è di grande aiuto, grazie alla capacità  di fare e diffondere notizia. Ed è proprio dal web che partono le prime affermazioni positive e negative sul film. C’è infatti chi dopo il video è ancora pi๠convinto della sua scelta, mentre c’è chi rimane fortemente scettico anzi ha visto questo video come un ultimo tentativo di prendere in giro gli americani.

Certo è che il candidato democratico sta faticando pi๠del dovuto per vincere queste elezioni e imporsi sul suo avversario(per altro poco convincente al pari di Obama) Mc Cain. Tutto a causa di notizie pi๠da gossip che politiche, a causa delle sue origini, dei nonni non cattolici e del suo ce ne ha messo anche la Clinton con affermazioni che hanno minato la credibilità  dell’alleato-avversario.

Barack Obama si è visto in difficoltà  a volte anche con la sua gente, ma ha vinto perchè è il nuovo, è una scommessa. Ora con questo spot cerca di vincere le elezioni amerciane e abbattere tutte le incertezze che lo circondano. Un’altra sfida per Obama e forse una sfida anche per il°  popolo americano.

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L’Onu si accorge del dramma degli stupri di massa

Non è poi passato molto tempo da quando su questo blog pubblicai un resoconto .

Da sempre lo stupro di massa in guerra è stato presente, ma è da un decennio ch4e questo viene usato militarmente per scopi ben precisi, pulizia etnica o come deterrente contro eventuali rivolte. L’ONU si accorge finalmente di questa tragedia e con la risoluzione 1820, firmata da oltre 30 stati membri tra cui l’Italia, ha finalmente ammesso che lo stupro di massa è una tattica militare ed è equiparata ad atti di terrorismo internazionale.

Gli USA, favorevoli alla risoluzione puntano il dito sulla Birmania dove lo stupro è all’ordine del giorno, ma si dimentica troppo facilmente dei propri militari che si sono macchiati in questi anni di atti simili. Ban Ki-Moon applicherà  la tolleranza zero verso cose simili, mettendo dentro allo stesso calderone anche i caschi blu che in passato sono caduti nello stesso vizietto.

Human Right Watch e Amnesty International hanno esposto il loro apprezzamento nei confronti di una risoluzione che finalmente alza il tiro contro gli stiupri di massa. Non è dello stesso avviso l’Unifem che si è detta sconcertata dal ritardo con cui l’ONU ha centtrato il problema, un problema che colpisce le donne in guerra pi๠della morte degli stessi soldati. Avverte che in Africa c’è ancora molta omertà  su fatti del genere.

Ed in effetti basti pensare ai “CAMPI-STUPRO” in Sudan. Quel Sudan violento, che in Darfur miete vittime ogni giorno e miete vittime di ogni genere. Quel Sudan violento protetto dalla Cina,dal Sud Africa, Indonesia e Libia.

In Africa quindi ed è la denuncia partita dal NY Times, il Darfur e il Congo Orientale sono veri e propri “super campi stupro” dove sono troppe le donne che quotidianamente sono vittime di aggressioni sessuali. Il tutto nell’indifferenza di Onu, Ue e USA, che con questa risoluzione cercano probabilmente di lavarsi la coscienza.

Link Utile per capire gli orrori che le donne devono subire in zone di guerra

http://www.womeninwarzones.org/

QUESTO ARTICOLO LO TROVI ANCHE SU IB4D

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Una macchia rossa

Barcone cola a picco a largo delle coste libiche. Le vittime sono 140 e volevano arrivare in Italia.

Essere equilibrato e razionale quando di mezzo ci sono dei morti è difficile ma ci proverò. Sono 140 le vittime di questa tragedia, un naufragio come i tanti, troppi, che si registrano annualemnte sulle nostre coste. La dinamica sempre la stessa, barconi  stracolmi, naufragio, morte. Tutti futuri clandestini. Dove sta l’errore?

L’errore sta nel non voler capire che tutto ciò non deve accadere. Nessuno può assumersi la responsabilità  di far credere a questi poveri disgraziati che qui c’è speranza per tutti. Non è così. Forti del fatto che qui da noi si entra facile e si rimane ancor pi๠facilmente in clandestinità , arrivano flotte di immigrati ogni giorno che diventeranno ombre perenni, viaggiando alla meno peggio, vivendo come capita, morendo in mare vittime della malavita organizzata, la loro e la nostra.

Impedirgli di arrivare o quantomeno cercare di rallentare il loro arrivo è spesso salvargli la vita. Ma certa politica non accetta questi pensieri, e con slogan e finta solidarietà  , incita queste persone, aiutando senza volerlo il mercato dei nuovi schiavi, aumetando il numero dei naufraghi, senza capire che in tutto ciò c’è un errore di fondo e che la solidarietà  è ben altra cosa.

Non è scritto da nessuna parte che tutti debbano entrare in Italia o che bisogna entrare in Italia di nascosto per poi cadere in mani sbagliate ed andare a rinfoltire le fila della delinquenza, della prostituzione, dello sfruttamento.

Ho sempre pensato che l’aiuto a nazioni e popoli sofferenti debba essere fatto sul posto, ma non andando ad arricchire il dittatore o la giunta militare di turno che tutto farà  tranne che aiutare la propria popolazione. L’ONU in questo è bravissima , aiuta, dona, e poi chiude gli occhi sperando che certi regali non si traformini in armi e in morte.

Chi non vuol capire il senso di alcune leggi contro l’immigrazione irregolare, chi non fa nulla per previnire certe tragedie è complice delle morti  cui assistiamo giornalmente. Triste e unica realtà .

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Ma quale regime…

Ma quale regime. La sinistra estrema ritorna prepotente sulla scena mediatica, descrivendo il governo come autoritario, invocando il ritorno alla democrazia e tutto a causa delle nuove norme su intercettazioni e pubblicazione delle stesse. Chiamano in causa la stampa europea(di sinistra) che deve accorrere in aiuto della nostra democrazia morente. Ed accorre, si schiera contro nuove forme di regime, provocate da certe leggi che censurano la libertà  di stampa. Peccato che nei loro stati questo tipo di norme che la sinistra estrema chiama “autoritarie” e di “regime” siano presenti e in piena forma.

Anche alcuni autorevoli esponenti del Pd ammettono che non vi sono preclusioni a norme del genere che sono da appoggiare e non ostacolare, perchè in Europa già  esistono e non da oggi.

Si grida allo scandalo e si vuole l’appoggio di un’Europa che parla di immigrazione come se fosse un “non problema”. Un ‘ Europa che effettivamente appare ipocrita e confusa.

Sembra mancare solo da noi la democrazia, solo il nostro è un paese decadente in pieno regime dittatoriale. Nel paese dei disegni di legge e non delle leggi. Ma di quale regime si sta parlando?

 

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ITALIANS FOR DARFUR

Direttamente da IB4D giro il post sul blog.
Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha presentato un dettagliato rapporto il 5 giugno scorso sulla situazione dei diritti umani in Darfur al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York. La notizia non ha avuto eco nei quotidiani e nei TG italiani
AL VIA ANCHE IN ITALIA LA CAMPAGNA INTERNAZIONALE PER LA GIUSTIZIA IN DARFUR

ITALIANS FOR DARFUR lancia un appello per la consegna dei criminali di guerra al Tribunale Penale Internazionale. Testimonials d´eccezione i NEGRAMARO.

Roma, 5/6/08 " Parte oggi, anche in Italia, la campagna internazionale per la giustizia in Darfur, grazie alla collaborazione nata tra Italians for Darfur, associazione per i diritti umani in Darfur e membro della Save Darfur Coalition, e i Negramaro, una delle pi๠importanti e note band italiane.
“Gi๠le mani dagli occhi " Via le mani dal Darfur” è il messaggio del video, presentato in anteprima al concerto del 31 Maggio a San Siro, attraverso il quale i NEGRAMARO rilanciano l´appello di Italians for Darfur al Governo Italiano affinchè esprima profonda preoccupazione, presso le Nazioni Unite, per la volontà  del governo sudanese di non consegnare alla Corte Penale Internazionale i due principali sospettati di crimini contro l´umanità , Ahmad Harun and Ali Kushayb.

Il video vuole essere anche una denuncia del silenzio dei media sulla crisi umanitaria in corso da oltre cinque anni in Darfur, che ha provocato oltre 300.000 morti e due milioni e mezzo di sfollati: i sei componenti della band salentina, che hanno gli occhi coperti da mani non proprie, sono seduti a semicerchio davanti a un televisore non sintonizzato.

 

Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, riferirà  oggi 5 giugno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, della situazione dei diritti umani in Darfur.
Il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per i due principali sospettati di gravi crimini contro l´umanità  da oltre un anno, dal 27 Aprile 2007. Ahmad Harun e Ali Kushayb, rispettivamente Ministro agli Affari Umanitari e capo della milizia janjaweed, hanno a loro carico ben 51 capi di accusa per crimini di guerra e crimini contro l´umanità , incluse esecuzioni sommarie, persecuzioni, torture e stupro, ma non sono stati ancora consegnati dal governo sudanese all´ autorità  internazionale.
Italians for Darfur e le associazioni della Save Darfur Coalition chiedono che le Nazioni Unite adottino una nuova risoluzione affinchè il Sudan cooperi completamente con la Corte Penale Internazionale.

*Il comunicato è stato invece ripreso dalle agenzie ANSA, ADNKRONOS, APCOM, ILVELINO.

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Zemanta Pixie