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ONU: Signor Mugabe, per favore, se non le dispiace , potrebbe finirla di fare il dittatore così da poter provare a fare elezioni democratiche nel suo paese? USA C.RIce : presto sanzioni dirette da parte degli USA più il lavoro in sede Onu con altri stati occidentali per la linea dura.
Condannare è una cosa, contrastare un’altra. Spiegatelo all’ Onu.
Che la UE si metta di traverso ormai per ogni cosa è fatto acclarato. Che la UE dica il contrario di quello che scrive è altro fatto acclarato. Urge però un forte impegno da parte di tutti noi affinchè le elezioni del proprio paese siano esse in italia o Spagna o Irlanda, non vengano rese nulle dalla UE. Perchè almeno per quanto riguarda l’Italia quel pezzetto di carta vecchiotta detta Costituzione parla chiaro, il popolo è sovrano (di questa cippa) e delega al Parlamento i compiti legislativi. Non alla UE ma al Parlamento italiano. Si chiarisca questo concetto, perchè mi sono stufato di sentire solo no dall’Europa e di vedere il mio voto gettato nel cesso da tecnoburocrati che del moralismo sociale fanno il loro alleato supremo e incondizionato quotidianamente.
Oltretutto invito a leggere un’inchiesta apparsa oggi sul Giornale che svela i retroscena della vita dei piccoli rom.
Dalle mutilazioni inflitte per far più pena, alle botte se si torna a casa a mani vuote e via via altre cose sconcertanti. Cose però risapute, almeno qui in Italia.
Inchieste come queste dovrebbero fare in modo che l’opinione pubblica almeno per qualche minuto sia estranea al contesto politico cui appartiene. Perchè tali nefandezze non possono che essere percepite dalla popolazione italiana come problema di inciviltà e di insicurezza generalizzata(quindi non solo rivolta a noi italiani ma a tutte quelle persone presenti nel nostro paese come semplici turisti o per lavoro e soprattutto proprio alla sicurezza dei bimbi rom).
Ma oltre le impronte digitali c’è da fare di più.
Togliere i bimbi al di sotto dei 16 anni a famiglie rom che ormai è risapauto nella stragrande maggioranza vengono sfruttati per piccoli furti o elemosina, e obbligo della frequenza scolastica per tutti. Ecco anche a cosa servono le impronte ma che non rimangano solo macchie e mortificazione per i bambini, che sia l’impronta principale di un futuro migliore per loro.
Stavolta i rigori ci hanno tradito, ma è stato giusto così. L’Italietta di Donadoni non ha brillato come con la Francia e la conseguenza è il risultato dello sterile 0-0 dopo i tempi regolamentari e dopo i supplementari. Andare in campo per perdere o per pareggiare non è mai una scelta azzeccata. Non tutti hanno le qualità di Aragones, ovvero mettere a sedere un campionissimo come Torres. Donandoni ha fatto giocare per ben 4 partite un Toni scarico, fuori forma, anche sfortunato, ma sicuramente da escludere dagli 11 titolari già dopo la seconda partita. Mai sceso davvero in campo per segnare, l’ombra del goleador della Bundesliga.
Ma la colpa non è solo dell’attaccante del Bayern, brutto dirlo, ma le colpe sono del tutto attribuibili al CT, alle convocazioni, a scelte assurde anche nei cambi durante le varie partite. Ci era andata fin troppo bene, ma la Spagna era forte non solo fisicamente e tecnicamente, anche mentalmente trascinata da molti giovani, dall’entusiasmo e dalla voglia di fare qualcosa di importante. Quella voglia che aveva contraddistinto le notti magiche di Berlino e che ci ha fatto vincere un Mondiale. Quella voglia che onestamente è mancata. Mancava il carisma di Cannavaro,mancava il miglior Zambrotta non quello appesantito visto in questi europei, mancavano Gattuso e Pirlo, ma più di tutti è mancato Marcello Lippi, con il suo carattere, con lo sguardo fiero e non sempre basso e spaventato come altri in questo europeo. E’ mancato lo spirito del mondiale, la rivalsa su fatti gravi accaduti a più giocatori, la volgia di cancellare tutto dimostrando di essere forti comunque e su tutti.
La scelta di Donadoni come Ct ha sempre destato perplessità, in quasi tutto il mondo calcistico italiano. Ora si paga pegno e che serva per il futuro, il dopo Lippi si chiamava Gentile e molto probabilmente questo Europeo sarebbe andato meglio.
Nota di merito a San Buffon, San Panucci e San Chiellini che il loro compito l’hanno svolto appieno ed infatti la Spagna è passata solo ai rigori.
Nota di demerito per tutti i romanisti(con la testa altrove), a qualche neomilanista(Zambrotta) e soprattutto purtroppo a Luca Toni (ma la forma fisica?), chissà cosa ha pensato Borriello seduto in panchina a guardare certe prestazioni in campo.
Arrivederci al prossimo mondiale, e che sia quello dei giovani non sopporterei di vedere Del Piero,Ambrosini e company con barba bianca e bastone scendere in campo. Che il calcio non sia specchio di questa Italia vecchia e che riesce sempre a farsi del male da sola. Ma qui si parla di calcio. Si parla solo di calcio?
Passo falso quello di Veltroni. Chi pensa sia stata una mossa azzeccata quella di far finta che i giochi per il dialogo siano quasi chiusi sbaglia di grosso. Anzi, l’occasione è ghiotta per una resa dei conti interna al PD.
Accostabdo la porta del dialogo col PDL, Veltroni è rimasto intrappolato nelle intricate maglie di chi sta un po’ più a sinistra all’interno del PD. Minacciando lo sciopero del dialogo ha innescato i dalemiani e ha dato forza alle parole della sinistra radicale che con la bandiera in mano già sventolano vittoria.
Perde colpi Veltroni e non fa nulla se i due maggiori giornali del PD dicano cose diametralmente opposte, non fa nulla se ex compagni autorevoli e ragionevoli dei DS facciano segnali di fumo per dire che è un errore dire certe cose,fa nulla se nella ex margherita ci sta già chi avvereta aria di disfatta per il neonato PD.
Non è solo il problema di una collocazione politica a livello europeo ad infastidre il premier ombra (PSE?), ma a nche quelli legati alla sua poca coerenza, avvertita in campagna elettorsale e proseguita fino ad oggi.(se non altro è stato coerente nell’incorerenza).
Un giorno Democratico,un altro un po’ più a sinistra del normale. In un colpo solo ha fatto o meglio farà,in modo d’essere sfiduciato un po’ da tutti. Ex compagni DS e attuali compagni di partito. Da IDV e comunisti che sfregano già le mani, aspettando D’Alema e il congresso del PD in cui prevedo grossa crisi e mal di pancia.
Quello che in molti hanno percepito come unp scatto d’orgoglio e concretezza è in effetti un quasi harakiri politico, un tunnel da cui è meglio uscire in fretta. Si è distratto, ora torni ad essere un Democratico.