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Come esperto del settore non posso che essere contento ed entusiasta per il fatto che i sindacati si stiano muovendo all’unisono (cosa rara), per cercare nuove soluzioni rispetto ad una piattaforma contrattuale.
Tuttavia, credo che ci sia più di una lacuna nella prima bozza di accordo e vale la pena elencare alcune perplessità.
DURATA DEL CONTRATTO
In Italia cattiva abitudine vuole i contratti di lavoro rinnovati molto dopo la loro� scadenza. Gli obblighi di legge direbbero il contrario,� e ad ogni 2 anni si dovrebbe trovare un accordo sul nuovo contratto che poi viene regolarmente affrontato almeno alla scadenza del terzo anno se non il quarto. Questo periodo senza contratto viene chiamato “vacanza contrattuale”, periodo scoperto da contratto, che al rinnovo non viene trasformato in emolumenti, visti gli arretrati maturati(con interessi), ma si trafsorma magicamente nella cosiddetta “una tantum”vera frode nei confronti dei lavoratori, che nel frattempo hanno continuato a sostenere tassi di inflazioni e tassi di interesse sempre più alti.
Dei 3 anni paventati (come media tra i due anni e i 4 anni di vacanza), dalla nuova bozza, sono in molti a chiedersi (anche all’interno di molti sindcaati di categoria)se si trasformeranno “magicamente” in 6 anni per il rinnovodei nuovi contratti. Altro punto da chiarire e da avere come punto fermo è la presneza o meno della parolina magica “una tantum”, per tutti gli anni possibili di vacanza contrattuale.
E’ logico che alla base di tutto, dovranno esserci dei paletti ben piantati, che facciano subire alla scadenza del contratto e con il mancato riunnovo, delle pene severe a chi di dovere, ovvero si dovrà eliminare del tutto quella famosa parola “una tantum”.
INFLAZIONE REALISTICAMENTE PREVEDIBILE
Questo sarà il nuovo indice(del tutto aleatorio in questo momento), con cui i nuovi contratti di lavoro avranno a che fare. Non si è capito bene ancora come ci ai arrivi, come possa procedere, ma di certo si sa che a detta della triplice, sarà il vero cardine su cui si baserà l’aumento dei salari.
Si vedrà, in attesa di capirci meglio qualcosa e che ci sia una vera e propria piattaforma contrattuale.
DOPPIO LIVELLO
Qui si entra nel pieno dell’argomento, ovvero, l’avvio di un doppio canale per i� rinnovi contrattuali. Un canale primario, trattativa nazionale, ed uno secondario, quello chiamato di secondo livello, non per forza regionalizzato, ma di settore, di filiera, ecc ecc.
Fermo restando che in qualche realtà già esistono trattative di questo tipo e questi accordi, c’è da capire se sarà davvero applicabile in tutta Italia, quando ancora nel meridione non si riesce a far valere neanche il contratto nazionale in pieno perchè ci sono lavoratori (tipo nella sanità) che non percepiscono lo stipendio da quasi 4 mesi. Quella quindi , che dovrebbe essere vista da tutti i lavoratori come un punto di partenza e di forza della nuova piattaforma contrattuale, è percepita da alcuni sindacalisti critici e esperti del settore (me compreso) come fumo negli occhi, pura utopia. Una bella idea che non riuscirà a trovare sbocchi nella realtà italiana (specie al sud), in questo momento.
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