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Quello che è successo a Daniele Capezzone durante l’infuocata riunione di direzione del 26 ottobre degli ex Radicali (perchè ormai è così) , ha del disgustoso e assurdo.
Daniele Capezzone , l’unica testa rimasta alta di fronte a socialisti e polpettisti democratici , di fronte al gambero rosapugnante un passo avanti e tre indietro attaccato perchè ha avuto il coraggio e l’onestà politica di dire quello che non va nella RnP ma anche nella’area Radicale.
Ha avuto il coraggio di dire che sono tanti quei simpatizzanti che si sono allontanati dal partito e che parte dei vertici del partito hanno rimosso la perdita di tutti quei simpatizzanti di centro destra e terzisti che per motivi politici alla RnP non si sono avvicinati.
Ha detto molto molto di più , sulla gestione del partito,sul’approccio al governo, sul lavoro da fare che non si fa.
La gestione tafazziana del partito c’è , da quando si è scelto a mio avviso di creare il cartellone pubblicitario-politico della RnP ma soprattutto dei continui strappi politici all’interno dell’area Radicale . Andare addosso l’uno con l’altro cosa è se non autolesionismo? A cosa puo’ servire , anzi , a chi serve?
Addossare la responsabilità sull’uomo politico (Capezzone) per dileguarsi nei menadri prodiani , fare finta che vada bene tutto e che quel poco vada male a causa di…
La mediocrità non era stata mai padrona dei Radicali ed ora sembra invece l’indiscussa principessa di un sogno infranto. Quello di tanti i che ora vedono un partito diviso, incattivito, inacidito che ha perso la propria storia e cultura tra le poltroncine rosse del parlamento , in cui si è potuta vedere l’involuzione ideologica di ex liberisti e liberali ora votati al socialismo e al polpettone democratico che verrà se verrà quando verrà .
Pannella stavolta si è spinto oltre , forse non sente nell’aria il cambiamento in peggio fatto dal Partito Radicale negli ultimi 5 anni , in cui le tante battaglie sono state messe da parte per giacere con una politica che di quelle battaglie se ne fotte ampiamente. Giocare ad un gioco percicoloso con volponi socialisti pronti all’assalto. Persino la Cina ora è “più vicina” grazie al retrofont boniniano , in puro stile trasformista socialista.
Grazie di tutto, per avere distrutto un partito , per aver messo la politica poltronesca prima del PRT e le sue battaglie, per aver messo in piedi quel castello di sabbia e fango chiamato Rosa nel Pugno e per aver attaccato l’unico esponente radicale rimasto incolume dalla caduta dei miti delle scorse elezioni.
A Daniele Capezzone , per non avere piegato la testa , la stima infinita che merita ed il consiglio di cominciare a guardarsi attorno perchè sono in molti a credere in lui e ad appoggiare le sue battaglie politiche, le ultime e uniche rimaste nei Radicali italiani.
tags: capezzone, radicali, rnp, politica+interna
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Bada che i problemi dei radicali sono inziati almeno vent’anni fa. Allora, i meandri da esplorare eranoi quelli del craxismo deteriore e le profferte pannelliane erano al di là della decenza.
La svolta liberista è stata la mazzata definitiva e l’annuncio di una subalternità culturale senza pari. Vi dovete mettere in testa che liberismo e liberalismo sono termini inconciliabili. Senza contare che il primo di essi è pura ideologia di comando che vuole sostituirsi alla politica, in un mondo interdipendente in cui proprio la buona politica latita e niente riesce a sostituirla.
La polemica tra radicali non suscita particolare interesse. Il satrapo che mangia i figli è un copione vecchio e antico. Avere un ministro bestemmiatrice, la Ceccherini della politica, invece mi fa schifo.
Suscita invece scalpore caro Peppe. Non perchè sia importante in se la querelle Pannella-Capezzone , ma perchè fa uscire allo scoperto gli archibugi della politica rosapugnante e le menzogne dette a tutti quei radicali che non si sentono più tali a causa di Pannella e Bonino.
@Francesco : non so se la tua disamina sia azzeccata o meno, so pero’ che tutta la storia e la cultura radicale si sta esaurendo con questa ultima battaglia in famiglia . Triste a vedersi e sentirsi, tristissima.
Nilo, dai, è il solito teatrino. E’ una storia ventennale: il pupillo di turno viene fagocitato e tacciato nei peggior modi. Siamo solo agli inizi, vedrai. Non capisco perché i fuoriusciti rispettino Pannella e non capisco perché i radicali, in questo strano Paese privo d’un sistema politico degno di nota, continuino a guadagnare quattro voti. Sono un’anomalia politica e non sono interlocutori credibili.