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Aosta, 22 maggio 2006. “Negli ultimi 18 mesi i giornali hanno perso nella distribuzione circa un milione e 400 mila copie. Siamo tornati ai livelli del 1956, quando metà della popolazione italiana era analfabeta e non si sa quanti dell’ altra metà erano in grado di leggere un giornale”.
Di chi la colpa? A mio avviso non solo di editori e giornalisti ma soprattutto dei direttori di giornali . Alla fine sono loro a tirare i fili di tutto.
Ci sono molti personaggi scialbi alla guida di testate giornalistiche importanti e ci sono grandi personaggi del giornalismo nostrano lontani dai riflettori piu’ importanti.
Il perchè è presto detto : chi vuole fare giornalismo serio, critico, di opinione , di rottura e anche di pensiero , è messo alla gogna in quanto come lo giri lo giri resta individuo scomodo.
Non lo prendi al lazzo facilmente , sfugge come una anguilla, se ne fotte di editore e politici , parla , straparla, approfondisce, senza avere il braccino corto , mettendoci tutta la professionalità , l’intelligenza, la voglia e la propria cultura al servizio della carta stampata.
Ma ultimamente l’italiano è meno fesso di prima ,vorrebbe sempre approfondire ma non ci riesce piu’.
Uno deve comprare un giornale non per compiacersi e trovare cose sempre somiglianti al proprio standard culturale. Un giornale deve essere sfaccettato , dire verità anche scomode, criticare , piacere a tutti perchè giornale di nessuno.
Ne esistono pochi in Italia di giornali cosi’ ed allora tutto scende .
Io compravo dai 3 ai 5 giornali al giorno. Ora ne compro uno massimo 2 e neanche tutti i giorni. Ci sara’ un perchè? Ed il perchè, credo , si possa ricercare in cio’ che ho appena scritto e descritto!
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