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Cosa è che non va nella social card? Io ho trovato solo due punti deboli: la distribuzione alle poste e il fatto che pochissimi esercenti si sono convenzionati ad essa.
120 euro per recupearare ottobre e novembre, poi ricariche bimestrali di 80 euro. Sconti fino al 5% nei negozi alimentari convenzionati. A chi accusa il governo di “carità di Stato” rispondo che meglio questa “carità” che il nulla e ricordo che anche paesi come gli USA nei momenti di recessione e crisi hanno attuato piani simili.
Se Obama sta varando piani per i poveri si parla di santità o quasi, qui da noi emerge lo snobismo di una sinistra sempre meno radical, sempre più chic, che con la erre moscia, le barche a vela e gli appartamenti al centro si permette di criticare una piccola(perchè certo non si può parlare di grande manovra anti-crisi) manovrina per aiutare le famiglie più bisognose e che comunque consente al governo di non sforare il budget del 2008(grazie anche agli aiuti di Enel ed Eni)
Strano è che una giornalista appassionata e di sinistra fa emergere proprio questo dato, quello sulla sinistra snob che critica ma non risolve. La Annunziata dalle paginne della Stampa affonda il piede sull’accelleratore e va contro gli schemi che il Pd e la sinistra radicale (o ciò che rimane di essa) stanno mettendo in scena riguardo la social card.
Per la famosa giornalista non è affatto una misura che ghettizza una parte della nostra società ma è meglio di nulla. L’opposizionenon è contro tutto anche contro le scelte sensate di un governo e non si spiega cosa i vertici del Pd hanno contro la carità.
Divertente la barzelletta raccontata nell’intervista che cito perchè rende bene l’idea
«Un comunista incontra una vecchietta per strada, che trema per il freddo. E le fa: “Mia cara, resisti ancora un po’, che cambieremo il mondo”. Poi incontra un cattolico che le dice: “Aspetti un attimo, signora, che le porto una coperta”»
Rende bene l’idea ma la social card non è solo questo. Lasciando da parte l’intervista citata, la socialcard obiettivamente parlando non è una gran misura. La classica pezza a colori, l’unica però in questo momento capace di arginare in piccola parte una crisi crescente. Sarebbe stato giusto che questo governo si impegnasse anche con forze mentali ed economiche soprattutto per la detassazione delle tredicesime e per la detassazione degli stipendi. Ciò che conta è comprare come dice giustamente il premier, ma il potere d’acquisto dove sta? Si può comprare solo indebitandosi? Certo, se si fa riferimento alla recessione americana sotto Reagan, ne uscirono fuori indebitandosi ma ora e soprattutto l’Italia sono ben altra cosa. Le due proposte, che pure furono del governo, non sono state messe in pratica e a dicembre solo il bonus sugli straordinari farà fare cassa alle famiglie italiane, una magra risorsa rispetto a quanto preventivato.
Di buono c’è che il mercato immobiliare sta crollando un po’(di buono per chi cerca casa non per chi le vende). Flessione dell’1% in media ma a Milano si è riscontrato –2% e non succedeva da 11 anni in Italia.
La crisi incombe e dopo le parole di Almunia anche la Merkel e Sarkozy dovranno pensare ad altre misure, Maastricht non si tocca.
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Sab, Nov 29, 2008
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