No stavolta il Silvio nazionale non c´entra. C´entra invece Barack Obama che ha già chiesto di evolvere le tecnologie riguardo alla banda larga. Anche se c´è una crisi imminente, ciò non toglie che la forza di un paese per poterne uscire si fondi anche su acquisizione ed evoluzione di nuove tecnologie o almeno aggiornamento° delle tecnologie esistenti. Un modo come un altro per non perdere terreno rispetto a paesi dall´economia emergente come Cina o Giappone che hanno avviato progetti molto costosi per portare la velocità di internet ad oltre 100megabit con una diffusione ampia.
Noi europei, e in particolar modo, noi italiani siamo sempre ultimi in fila. L´Europa è ancora indietro rispetto USA o ai paesi orientali.
I costi per la diffusione della fibra ottica sono elevatissimi e a quanto si è capito l´UE è intenzionata a dare sostegno solo a chi si prenderà tutti i rischi dell´investimento.
Il pericolo è quello che nessuno voglia rimetterci soldi, specie in un momento di crisi profondo come questo e che lo Stato in ogni caso non possa intervenire per rendere possibile quella che da tutti ormai è stata ribattezzata “autostrada del futuro“, ovvero quel canale preferenziale e diretto che internet è capace di dare e che influisce ormai sulla vita di tutti noi ogni giorno sempre pià¹.