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Piergiorgio Welby con la sua lettera al capo dello Stato , ha riaperto il dibattito politico sull’eutanasia. I pompieri politici e cattolici sono già a lavoro per spegnere subito la fiamma del dibattito. Per molti è già “discorso chiuso” e non c’è via di scampo , con le parole che si potrebbero nuovamente perdere nel vuoto. Proprio quello che non deve succedere.
In questi ultimi anni si è sempre piu’ manifestata la potenza culturale religiosa del nostro paese , bigotto e antico non solo negli apparati statali , non solo indietro con la tecnologia e con lo sviluppo della ricerca scientifica. Una vera involuzione che rischia di paralizzare la libertà individuale di ognuno di noi , a favore di una non meglio specificata appartenenza sociale , morale e religiosa .
So che le mie parole potrebbero offendere chi fa parte o si sente parte di quella massa di credenti che rispettano la loro fede religiosa e portano giustamente avanti i loro pensieri e i loro dogmi nella vita di tutti i giorni. Non offendero’ nessuno con queste mie tesi perchè credo fortissimamente che i valori civili che uniscono il mondo cattolico a quello laico per sommi capi siano gli stessi. Cio’ che mi spaventa invece è l’accanimento di certa politica che porta avanti gli stessi dogmi e vuole renderli legge terrena . Ma questa società è anche figlia del positivismo , dell’illuminismo , e deve guardare oltre per capire a volte anche gli errori del passato e quelli del presente. Fortunatamente l’indiduo si è saputo creare col tempo una sua etica , una sua morale , che parte dalla ragione e puo’ approdare sicuramente alla propria fede religiosa.
Libertà ?
Parlare di accanimento terapeutico o palliativi per alleviare il dolore , è comunque parlare sempre di una stato di semi-vita , allungata , protratta nel tempo anche a chi non ne vuole piu’ sapere e vuole mettere fine alla propria esistenza. Il testamento biologico di cui tanto si sta parlando , con il Vaticano in testa per chiarirne gli aspetti e i punti salienti è già una forte apertura da non sottovalutare ,e con un dato di fatto : il Vaticano è contrario all’accanimento terapeutico , incita all’uso di palliativi per alleviare il dolore .
Ma , in ogni caso , è giusto prolungare una vita già spezzata e addirittura renderla schiava di psicofarmaci e calmanti?
Ho ascoltato vari dibattiti in cui , per molti , la miglior cosa era prolungare la vita del malato in attesa che la scienza medica potesse offrire loro una cura reale…
La contraddizione che ne scaturisce è palese ma in ogni caso va affrontata.
Proprio perchè ognuno di noi è libero di fare cio’ che vuole con la propria vita (o non più vita) , sono in molti che dovrebbero passarsi una mano sulla coscienza. Parlare di palliativi per alleviare la sofferenza è accettabile , non accettabile invece il ricorrere sempre alla “buona causa” delle cure mediche prolungate e spesso -anzi- quasi sempre , anche inutili e invasive tendenzialmente buone solo a protrarre nel tempo l’agonia di molti malati. Ed è strano che certe parole come “ricerca scientifica”, “nuove cure mediche” , partano da quelle persone che lottano giornalmente contro la ricerca scientifica , accanendosi su quei malati che davvero aspettano risposte e cure da parte del mondo medico-scientifico , che parte del mondo cattolico ostacola con tutte le proprie forze.
Chi soffre per una malattia grave e incurabile , si aspetta risposte certe grazie alla ricerca scientifica , non la manna dal cielo. Prolungare o alleviare puo’ essere anche un rimedio momentaneo, ma a causa di una cultura bigotta e medioevale , rischia di rimanere unico rimedio .
Uno spiraglio
Ho l’impressione che se si dovesse arrivare ad una qualsiasi legge , ci troveremmo come al solito alle prese con un classico pasticcio italiano , ne carne ne pesce ,con la facoltà dei medici (vedi pillola del giorno dopo) di poter usufruire della facoltà di obiezione di coscienza. Ecco perchè in questo nuovo dibattito è giusto sedersi attorno ad un tavolo e chiarirne subito tutti gli aspetti . Una legge o comunque unt entativo di dialogo si dovrà basare sul reciproco rispetto , senza dinieghi o condizioni predominanti.
L’ultima cosa che serve a chi chiede pietà per la propria condizione e libertà di decidere su se stesso , è osservare il classico teatrino politico nostrano .
Welby ha ri-aperto il dibattito , spetta al Parlamento promuoverlo ed a noi supportare le tesi a favore (nel mio caso ) o quelle contro.
Qualcosa si muove ed è già tanto.
tags: welby, eutanasia, radicali, associazione+coscioni, libertà , laico, religione, vaticano, politica, politica+interna, vita
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Piergiorgio Welby…
Chiede di morire…
“Fortunatamente l’indiduo si è saputo creare col tempo una sua etica , una sua morale , che parte dalla ragione e puo’ approdare sicuramente alla propria fede religiosa”.
E quindi in base a questo la nostra società non è basata sul positivismo….
Presto ne parlerò da me, in un post che, immagino, farà scoppiare un putiferio…
Jinzo concordo in questo momento la società italiana è immersa nel neo-oscurantimso.